Industry 4.0 – prepararsi al cambiamento, il caso Adidas

Industry 4.0 – prepararsi al cambiamento, il caso Adidas

Il termine “industria 4.0” nasce per identificare quella tendenza assunta negli ultimi anni dall’industria manifatturiera che porta all’automazione e alla più generale meccanizzazione delle fasi lavorative. Tale linea di cambiamento, lanciata in primis dal governo tedesco con un piano industriale concretizzato nel 2013, è volta al miglioramento delle condizioni lavorative e chiaramente all’aumento della capacità produttiva degli impianti industriali ed è stata definita da numerosi studi di McKinsey, del Boston Consulting Group e anche del Politecnico di Milano come la “quarta rivoluzione industriale”.

Ma cosa caratterizza la rivoluzione in atto? I fondamenti dell’industria 4.0 passano per diversi concetti fondamentali, strettamente collegati dalla costante presenza della digitalizzazione:

  • Aumento del volume di dati: i famosi Big Data, di cui da tempo si sente parlare, aumentano esponenzialmente le potenzialità delle industrie. All’aumento del volume di dati corrisponde in egual misura un aumento della potenzialità di calcolo, i big data richiedono infatti tecnologie e metodi analitici specifici per l’estrazione del valore.
  • Strumenti di advanced analytics: come esposto precedentemente, i dati, da soli, non bastano. Diventa fondamentale la presenza e la conoscenza di strumenti che possano far fruttare la grande abbondanza di dati a nostra disposizione.
  • Nuove forme di interazione uomo-macchina: le macchine hanno sempre meno bisogno di assistenza e l’uso di applicazioni informatiche richiede una progettazione che sappia tenere conto dei vari contesti d'uso possibili.
  • La digitalizzazione della manifattura: il ponte tecnologico di interconnessione tra fisico e digitale assume vesti nuove e lo fa attraverso sistemi di robotica avanzata, come IoT, stampe 3D e varie altre interazioni tra macchine.

In un sondaggio proposto da McKinsey, società già citata precedentemente, si denota come solo il 48% della classe manageriale si ritiene pronta al cambiamento in atto, pur notando come l’84% degli intervistati è però conscio del cambiamento e prevede addirittura l’ingresso di nuovi competitor digitalizzati a breve.

Esempio concreto di una grande azienda che ha saputo prendere il cambiamento di petto è Adidas, gigante dell’abbigliamento sportivo che, dopo vent’anni di delocalizzazione produttiva in Asia, ha annunciato il ritorno in Europa, più precisamente nella Germania del primo piano industriale di digitalizzazione. Nella fattispecie la catena di montaggio della Speedfactory di Adidas nasce dall’alleanza con Siemens, colosso tecnologico tedesco, che collaborerà nella realizzazione di una “produzione digitale di articoli sportivi”. La fabbrica, con sede ad Ansbach, in Baviera, utilizzerà tecnologie intelligenti e all’avanguardia per la produzione di articoli su misura. Il ruolo di Siemens sarà quello di mettere a disposizione il proprio know-how ingegneristico creando un supporto digitale integrato alla produzione degli articoli del famoso brand sportivo. Tale profilo tecnologico permetterà di simulare, testare e ottimizzare l’intero processo di creazione.

Il consiglio per tutte le grandi realtà aziendali è quindi quello di prepararsi gradualmente alla rivoluzione in atto, in modo tale da attutire le possibili cadute. Le aziende non possono far altro che spianare la strada alla trasformazione digitale, individuando le competenze mancanti e cercando di riorganizzare la loro struttura in base alle nuove esigenze. In questo senso servizi che puntano alla gestione informatica dei dati su piattaforme cloud, la cybersecurity e le tecniche di digital analysis saranno le sfide principali.

Per quanto riguarda lo sviluppo di tale argomento sul territorio nazionale è interessante e stimolante il piano industry 4.0, lanciato a fine 2016 e tutt’ora in discussione, il piano prevede maggiori incentivi, formazione e standardizzazione del modello open source come elementi centrali per lo sviluppo, oltre a sottolineare l’importanza dell’IoT, l'internet delle cose da cui ci si attende un ruolo sempre più strategico per lo smart manufacturing e la "filiera digitale".

Quali altre novità attendersi da quella che viene anche chiamata l’industria del futuro, e soprattutto come prepararsi al cambiamento (già) in atto?