Ritrovare i rapporti umani nel H2

Ritrovare i rapporti umani nel H2H

L’espressione human to human, o H2H, ha varcato la soglia di casa e si è inserita nel nuovo panorama lavorativo da qualche tempo. Alcuni esperti annunciano la morte dei classici B2C e B2B. Ma esattamente di cosa stiamo parlando?

Espressione di ultima generazione, coniata da Bryan Kramer, H2H nasce dalla volontà di ritrovamento del rapporto umano nel marketing relazionale. Che si sia dall’una o dall’altra parte della catena economica formata da produttori e consumatori, in sostanza si è prima di tutto persone.

Questo cambio di rotta nasce dalla necessità di dare un’anima e delle emozioni anche a quegli elementi del processo di marketing che in realtà, solo apparentemente, non le hanno. Parliamo della contrapposizione tra assenza di emotività da parte di aziende e di prodotti e presenza, invece, di passione e caratteri emotivi da parte di addetti ai lavori e cliente che, in primis, sono persone.

La transizione a cui stiamo assistendo vede i freddi rapporti lasciare il posto al concetto di reciprocità, dove individuo e imprese si muovono nella stessa direzione in una relazione alla pari, contraddistinta da continuo dialogo fondato sullo scambio di opinioni e valori. Tali valori plasmano il brand, facendo proprie le esperienze delle persone che ne vengono in contatto.

Punto focale in questa evoluzione è quindi il nuovo livello di incontro fra gli attori interessati. I brand non si trovano più nella posizione di dover convincere a forza di slogan, ma devono ora instaurare un dialogo e soprattutto devono saper ascoltare, osservare e comprendere il nuovo consumatore. L’enorme potenzialità del ventunesimo secolo è insita nel canale prioritario del momento, internet. Il segreto sta proprio nel saperlo ascoltare. Stiamo infatti transitando in un periodo nel quale è di fondamentale importanza la presenza sul web, dove il cliente fidelizzato e non, è prima di tutto un amico di cui ci si può fidare sin dall’inizio, durante la fase di sviluppo strategico.

I clienti altro non sono che persone in cerca di emozioni e attenzioni che prediligono situazioni di interconnessione. Il ruolo del brand è anche quello di coccolare il cliente e farlo sentire parte di una comunità fondata sui prodotti e servizi offerti. Il coinvolgimento degli stessi sta alla base di un ritorno in termini di performance. L’interesse per ciò che pensano le persone è recepito dalle stesse come indice di affidabilità e l’interazione sociale di cui il web 2.0 è caratterizzato amplifica enormemente la portata.

La semplicità è di casa nel web, il cliente cerca risposte alle sue domande e ai suoi bisogni. In questa finestra il brand ha la possibilità di mostrarsi per come è veramente, parlando con le persone e non con i meri “consumatori”.